Casa.

arselleCosè che ci infonde il senso di appartenenza alla nostra casa, e più in generale, alla nostra terra? Cosa ci fa sentire parte di un tutto, in armonia e pace, e ci dona quel senso benefico di sicurezza che proviene dalla consapevolezza di avere un posto nel mondo, che lì, e solo lì, cè casa nostra?
Non è solo una questione geografica, un nome su una cartina o sulla carta didentità…
Stamani ero nella mia cucina, e mi sono dedicata a un rito che mi dà sempre il senso di casa, di famiglia e di appartenenza. Ho preparato i nicchi. Traduco per i non versiliesi: le arselle o telline. E un rito, non è una ricetta di cucina. Tutta una serie di gesti che si susseguono secondo un criterio preciso, e non si studiano su nessun libro: io li ho imparati da mia madre, e lei dalla sua, e così via allindietro fino a chissà quanti anni fa. Il giorno prima di cuocerle le arselle vanno messe a spurgare la sabbia: si mettono in una ciotola, dove sul fondo viene appaggiato un piatto capovolto. Si fa così, e in nessun altro modo. 

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9 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Shirasaya
    Lug 03, 2007 @ 15:20:00

    Chissà perché, mi hai fatto venire in mente alcune parole di Borges:”prima di vedere il mare, il viaggiatore avverte un’agitazione nel sangue.”Forse perché il viaggiatore richiama in me l’idea di ‘casa’. E forse perché anche io vivo sul mare. E non saprei immaginare un luogo da chiamare casa, senza aver la possibilità di sapere vicine a me le onde. Mi piace il tuo blog. (E Jeff Buckley, qui sotto, è gradita sorpresa che fa nascere un sorriso in me)Un saluto en passantA presto.

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  2. CarlinaP
    Lug 03, 2007 @ 17:07:00

    Hai saputo unire poesia e tradizione, amore e sapore della nostra bella Viareggio.Sei unica!Un bacio*

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  3. SimonaC
    Lug 03, 2007 @ 20:04:00

    Che bella descrizione, poetica ma, al tempo stesso… da acquolina in bocca: adoro le arselle 😉

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  4. ingenorton
    Lug 03, 2007 @ 20:27:00

    Adoro i riti culinari… siamo rimasti in pochi a non volerli perdere!

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  5. Isa71
    Lug 03, 2007 @ 23:02:00

    @Shirasaya: benvenuto! Beh, di certo quella “agitazione del sangue” che citi è simile a quel legame di appartenenza che provo io, si sente dentro, nelle cellule.Il mare fa parte di noi, è inevitabile. Perfino quando non lo vediamo per giorni… A me piace il tuo di blog, moltissimo. E sono lieta di averti fatto sorridere.A presto.@CarlinaP: …però non erano 7 kg! 🙂 E’ proprio sapore di Viareggio, si. Un bacio!@SimonaC: ah bene! Un’altra estimatrice dei nicchi!! 🙂 @ingenorton: benvenuto! La ritualità della cucina va conservata con cura, è vero!

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  6. chefmarco
    Lug 04, 2007 @ 11:32:00

    questo che hai scritto mi piace molto mi piacerebbe a tua firma pubblicarlo sul mio blog comunque meriti una ricettaScaloppine alle ciliegie di Celleno Ingredienti: 2 scaloppine (80 gr. l’una), 16 ciliegie sotto alcool, 2 cl. di alcool delle ciliegie, 2 foglie di salvia Preparazione della ricetta: Tritare otto ciliegie e snocciolare le altre otto. In una padella cuocere le scaloppine in padella leggermente infarinate in 30 gr. di olio,aggiungere le otto ciliegie tritate quando volterete le scaloppine e condirle col sale e pepe, aggiungere le foglie di salvia,dopo qualche Minuto. di cottura aggiungere le altre ciliegie e versare l’alcool,lasciar evaporarel’alcool e servire.

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  7. xthepunisher
    Lug 04, 2007 @ 12:10:00

    Casa Isa Casa…(da E.T. del 1982)Una domanda un po’ così invece: conosci persone down stronze tu?! (è seria questa… mica ‘na cazzata, eh?)

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  8. Isa71
    Lug 04, 2007 @ 12:37:00

    @chefmarco: benvenuto! Grazie della ricetta, gnam!! 🙂 Pubblica pure il post sul tuo blog, è un onore!@xthepunisher: buondì Punitore! Ti ho risposto sul tuo blog… e no, decisamente non è un cazzata…Ti saluta ET. 🙂

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  9. Isa71
    Lug 05, 2007 @ 18:05:00

    Ciao Grandissimo Dr. Maxx! Grazie dei complimenti :-)Corro a vedere le foto (le sbircio spesso: quelle in hdr sono spettacolari!)Com’erano i Kaiser Chiefs?

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