Soundtrack 8.

srvStevie Ray Vaughan – Little Wing.

Ricordo di averlo visto apparire in un video su quella che un tempo era Videomusic, ed ora è divenuta MTV, era il 1984 o giù di lì, e cera ancora la possibilità di vedere un video con della bella musica.
Avevo più o meno 13 anni, e in quel momento, per me che ero cresciuta con la radio accesa, quella era una novità incredibile. Divoravo ore di Videomusic, e “Discoring” e “Pop Corn”… Fra i tanti primordiali video che si vedevano, ce nera uno che mi aveva colpita in modo particolare. Cera un chitarrista con un cappellaccio, pareva un po uno zingaro, e suonava con la sua band sotto un temporale che più finto non si poteva, però lacqua addosso gliela scrosciavano davvero, a quel poveraccio. E lui suonava, e cantava con voce secca e graffiante che “non poteva sopportare il tempo”.
Era Stevie Ray Vaughan. E rimasto lì, cementato nel cervello, ricorrente, caro come ogni ricordo dinfanzia. Lho ritrovato anni dopo, Stevie Ray, quando ho iniziato a capire qualcosa di più del blues e di come una chitarra può accarezzarti o piantarti le dita nella carne e nel dolore.
Un giorno, non ricordo come e quando, ho sentito Little Wing di Hendrix suonata da Vaughan. E per me cè stata sempre e solo quella versione, con tutto il rispetto per Jimi che tanto ci ha dato. Non ho i mezzi, non ho le parole per descrivere comè, cosè questa versione di Little Wing. Ho solo il rispettoso silenzio che si deve alle opere darte.
Una sera, stavo preparando una cena per degli amici, e mi sono trovata in una di quelle fasi di pausa, quando devi aspettare che il forno si scaldi o che il pane si tosti, per intenderci. Mi sono versata del vino rosso in un bicchiere come si deve, e mi sono appoggiata al bancone della mia cucina contemplando con soddisfazione la mia opera gastronomica, e dimprovviso, tra la musica che avevo in sottofondo, parte Little Wing. In quel momento ho avuto lesatta percezione di quanto la vita possa essere qualcosa di meraviglioso, di completo e rotondo: gli amici in arrivo, il cibo, il vino sulle labbra e Stevie che suona, suona, suona… e riempie ogni minuscolo vuoto che ho dentro. <!– –>

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7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Asrael
    Ago 04, 2007 @ 15:45:00

    videomusic…era un’altra cosa..

    Rispondi

  2. IrethOscura
    Ago 04, 2007 @ 15:55:00

    **Oscura**

    Rispondi

  3. sevensisters
    Ago 04, 2007 @ 21:55:00

    Hai citato “Couldn’t stand the weather”??? Meravigliosa! Avevo il disco…

    Rispondi

  4. giove181
    Ago 05, 2007 @ 12:13:00

    Stupenda. Mi suggerisci il titolo di un cd per approfondire la conoscenza di Stevie Ray Vaughan?Grazie, ciaoun abbraccio

    Rispondi

  5. giove181
    Ago 05, 2007 @ 12:31:00

    Ti voglio bene.

    Rispondi

  6. chefmarco
    Ago 06, 2007 @ 08:20:00

    mia cara isa bravo ray ma suonata da hendrix è più viscerale autentica.Ray ci mette la tecnica più precisa e gioca a suonare una chitarra tecnologicamente diversa e più avanzata da cui ne ricava un suono pìù immediato e pulito che lo strumento gli cede sotto le dita.j.H comunque rimane unico erano le sue mani ed il cuore a muovere le dure corde della vecchia fender

    Rispondi

  7. Isa71
    Ago 07, 2007 @ 15:16:00

    @Asrael: benvenuto! D’accordo con te… :-(@IrethOscura: benvenuta! Oscura, eh? :-/@sevensisters: proprio quella! Meravigliosa!@giove181: qualcosa dal vivo, magari… ci penso e ti mando un PVT 🙂 #5: ;-)@chefmarco: lo so che è un’altra cosa… ma la versione di SRV è nel mio cuore! Seguirà dibattito davanti al tempura! 😉

    Rispondi

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