Buon compleanno.

Cè per forza qualcosa di magico in una persona nata nel giorno delle stelle. Cè da pensare che sia una stella caduta in mezzo a noi.
Mi manchi lo sai. Mi manca la tua voce possente che risuona in casa che mi urla di abbassare la musica. Certe volte avrei bisogno del tuo parere diretto e tagliente quando non so che fare. Non mi ricordo di te indecisa su qualcosa. E non perchè sapevi tutto, ma perchè facevi le cose, non stavi a pensarci su.
Cè di buono che abbiamo parlato così tanto, tu ed io, che siamo state così tanto insieme, che a volte so come mi risponderesti, cosa diresti di una certa situazione, perfino cosa ti piacerebbe e cosa no delle cose che non hai fatto in tempo a vedere.
E questa è una bella cosa, rara, capita a pochi, e dà il sollievo di non avere rimpianti. Il sollievo e la serenità di aver potuto dire tutto. La fortuna.
E stata una grande lezione. Riesco a pensarti con malinconia dolce, senza la fitta del dolore in mezzo al petto. Riesco a pensarti come una fortuna che ho avuto. Che ho.
Oggi è il tuo compleanno, ti voglio fare un regalo. Credo che avresti pure imparato a usare il pc pur di vedere questi video…
Grazie di essere con me, comunque.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. chefmarco
    Ago 10, 2007 @ 12:57:00

    fiaba indianaC’erano una volta degli uccelli che decisero che dovevano proclamare un re.Si riunirono e decisero che il loro re sarebbe stato il più saggio tra loro, il gufo.Il corvo arrivò in ritardo alla riunione, e disse, astioso:- Come mai avete scelto un vecchio barbogio come re? Dovreste sapere che quello che ci difende di più è spesso la furbizia: vi ricordate la storia dell’airone e del granchio?Gli altri uccelli non si ricordavano, e quindi il corvo cominciò a raccontare:- C’era una volta un vecchio airone che non riusciva più ad acchiappare pesci.Decise allora di ricorrere all’astuzia: si mise al centro del lago vicino a dove viveva e scoppiò a piangere.I pesci gli chiesero cosa ci fosse e lui rispose di aver sentito alcuni umani dire che avrebbero prosciugato il lago e sarebbero morti tutti loro pesci. Disse però che si offriva di salvarli, trasportandoli nel becco in un lago vicino.I pesci acconsentirono, e l’airone iniziò a prenderne uno per volta nel becco, spiccando un volo e mangiandoseli tranquillamente poco lontano.Un granchio capì tutto e chiese all’airone di salvarlo: ma in realtà gli saltò al collo e lo morsicò finché l’airone mollò la presa.Così i pesci e gli altri animali dello stagno furono salvi.-Gli uccelli rumoreggiarono: il corvo in fondo aveva ragione!Ma il gufo gli disse: -Loro però mi hanno eletto concordemente…– D’accordo, rispose il corvo, ma non è detto che l’opinione della maggioranza sia la migliore: la sai la storia del capretto e del saggio?-Tutti gli uccelli vollero sentirla.Il corvo incominciò:-C’era una volta un saggio che aveva ricevuto in dono un capretto da un contadino: se lo caricò sulle spalle e si avviò verso casa. Ad un tratto incontrò tre briganti che cominciarono a dirgli:- Guarda quel sant’uomo che va in giro con un animale disgustoso e sporco sulla schiena!-Il saggio sbalordito riesaminò il capretto: era proprio un capretto! Lo riprese sulle spalle ed i tre briganti continuarono a dire:- Guarda, ha un maiale sporchissimo e puzzolente sulle spalle!-Il saggio non sapeva più cosa pensare e pensò che un qualche spirito maligno gli avesse oscurato la vista.Per questo motivo lasciò cadere per terra il capretto e fuggì via.I briganti poterono rubarglielo e mangiarselo.-Il gufo si offese tantissimo e volò via; gli altri uccelli e il corvo decisero che si stava benissimo anche senza eleggere un re.

    Rispondi

  2. PBlue
    Ago 10, 2007 @ 16:45:00

    Bel blog… ma sei intrisa di troppa tristezza…. ciao! ^_^

    Rispondi

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