Rossetti rossi per comunisti fortemarmini.

Pif, la Dandini e Faletti durante la simpatica serata.

Arriva il mio moroso, e mi annuncia: “Oggi pomeriggio andiamo alla Capannina di Forte dei Marmi a vedere la premiazione del Festival della Satira, ti va? Ci ha invitati G.”

Analisi logica della frase.

“[…] andiamo alla Capannina di Forte dei Marmi […]”: Oddio, e che mi metto? I sandali rossi col tacco, ovvio, ma sopra? E’ di pomeriggio, ma è pur sempre FoVte dei MaVmi, un minimo di chic sarà necessario. Così, magari giusto per distinguersi dai russi.

“[…] premiazione del Festival della Satira […]” ah ecco, ridimensioniamoci, sarà pieno di gggente di sinistra (comunisti? russi? rossi? boh!), quindi lo chic mi deve diventare almeno un po’ radical, se non non va bene. Però i sandali rossi li metto lo stesso. E opto per dei jeans con la camicia di lino ecrù che fa sempre donna con stile. Rossetto Mac Russian Red che s’intona col sandalo e con i russi in ferie, tiè.

Scopro dopo poco che entriamo nella leggendaria quanto kitsch e demodè Capannina, che pure Serena Dandini, che presenta la serata, ha optato per i sandali rossi, come il vestito. Lei è simpatica e un po’ meno rigidina che in tv, ed è brava a tenere il ritmo di un’occasione che poteva rivelarsi noiosa come la peste come tutte le premiazioni, oppure pericolosamente anarcoide a causa di alcuni premiati un po’ stravaganti, come la Pompa, cugina maleducata della Pimpa che potrebbe anche riscuotere le simpatie di Davide La Rosa. Ci sono anche Pif, premiato per il programma Il Testimone di MTV, svariati disegnatori satirici, più o meno giovani, Giorgio Faletti che non mi è parso in gran forma, e una disegnatrice egiziana, Doal Eladl che rischia la pelle ogni volta che pubblica una vignetta. Poi c’è lui: l’idolo della massaia-con-pretese-di-cucina-più-o-meno-alta. Fabio Picchi. Quello che fa le rubriche di cucina su Rai 2 e dopo il TGT24 su alcune reti toscane. Ah beh, poi gestisce il ristorante Il Cibreo a Firenze, più altre due o tre cose, ma quelle, si sa, di fronte alla “televisibilità”, passano in secondo piano. In realtà, poi,  sta seduto nel pubblico in qualità di accompagnatore della moglie, premiata, Maria Cassi che è una bravissima atrrice comica stranota all’estero e cagata zero da noi. Ho l’occasione di scambiarci due o tre parole, a fine spettacolo, e mi è parso un bel personaggio.

Conclusa la premiazione, arrivano degli elegantissimi quanto demodè camerieri in giacca bianca e cravattino nero, che sembrano usciti pari pari da un film degli anni ’60, onusti (ah! quanto ho sempre desiderato usare questa parola in un post!) di grandi vassoi di tartine & pasticcini per ricoprire il lungo tavolo del buffet. E lì, manco a dirlo, s’è scatenato l’inferno di Massimo-Decimo-Meridiana memoria: orde di astanti, per lo più anziani (perchè in Versilia alle manifestazioni culturali o pseudo tali ci sono solo orde di anziani? e si che parecchi dei premiati erano under 40, qualcuno anche under 30. Che la versilia non sia un paese per giovani?) si scaraventano sul buffet, sui vassoi e manca poco anche sui camerieri lievemente terrorizzati, come se non mangiassero da eoni. Col mio prosecchino mi sposto da una parte, separata dal moroso e dai nostri amici da questa mandria di bisonti affamati. Perfino i premiati si sono barricati dietro a qualche poltrona, con un paio di miseri piattini, ignorati dai più che gli preferiscono una manciata di bignè. Giuro: ho visto un paio di signore on in mano una MANCIATA di bignè. Che brutto mondo. Meno male che almeno il Russian Red ha retto. beh, anche perchè poi io alla fine mica ho mangiato niente…

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