C’è questo ma c’è anche dell’altro (per fortuna).

C’è la gente cattiva. E’ brutto da dire, ma certa gente è proprio cattiva, bassa, direi infima. Morti di fame, diceva giustamente il mio compagno oggi, anche se hanno i milioni. Gente che non ha altro scopo nella vita che ferirti, farti star male, creare casino nella vita altrui. Quale godimento ne traggano, lo sanno solo loro.

Spesso ci riescono, e ti svegli col mal di stomaco a palla e l’idea di vomitare da un minuto all’altro come prospettiva migliore della giornata.

Però, per fortuna, per la gente che non è cattiva, c’è dell’altro. C’è stappare una buona bottiglia di vino acquistata in una piccola vacanza dove ha quasi sempre piovuto machissenefrega. C’è un giro in un negozio ad imparare le consistenze della carta per acquerelli, sperando prima o poi di avere il coraggio di poggiare il pennello su uno di quei meravigliosi fogli così vivi.

Ci sono le fragole raccolte da mio padre nell’orto di un suo amico, che profumano così intensamente che ti chiedi dove abbiano trovato tutto quello slancio. C’è la risata fatta con una collega nonostante tutto. C’è il tuo cane che ti strappa di mano l’osso che gli sventoli davanti correndo via come un cucciolo anche se ha quindici anni e zoppica vistosamente.

C’è il tuo uomo che valuta con estrema attenzione la tavoletta migliore da usare come supporto da disegno, spingendoti a cercare il meglio, e non la prima cosa e via come a volte (troppo spesso?) ti capita di fare.

C’è tutto questo, e piano piano la gente cattiva svanisce, come la foschia, il mattino dopo.

Pellegrinaggi.

l’Abbazia di Novacella – ph. Sentres.com

Cortile dell’abbazia di Novacella,in provincia di Bolzano (se non ci siete mai andati, visitatela perchè merita, e trovate il tempo per sorseggiare un bicchiere del loro ottimo Sylvaner nella cantina). Nel cortile, luogo di pace e riflessione, attendo il mio compagno che è andato alla toilette. Vicino a me c’è un’altra ragazza che attende il suo fidanzato. Si avvicina, passeggiando serenamente, una famigliola: papà, mamma, e il figlio di circa nove o dieci anni. Il bimbo giocherella con i fili d’erba delle aiuole, mentre passeggia, e a un certo punto dice, come stesse parlando più fra sè e sè, che con i genitori: “In effetti dal cibo si capisce molto della storia e della cultura di un popolo.”

I genitori si compiacciono dell’arguta osservazione del bimbo, e anche io mi stupisco di tanta intelligenza e proprietà di linguaggio di un bimbo così piccolo. Il ragazzino prosegue nella sua riflessione a voce alta: “Prendiamo ad esempio lo speck!”

Il padre si ferma, lo guarda sconsolato e gli dice: “Tu sei venuto qua in venerazione dello speck!”

Il bimbo imperturbabile prosegue la sua passeggiata e gli risponde: “Io sono il pellegrino dello speck!”

Io, l’altra ragazza e la mamma del bimbo ci buttiamo per terra a ridere.

Ecco, questo è il mio augurio per il nuovo anno: siate i pellegrini di ciò che amate: andate e cercate, speck, prosciutto crudo o verità della vita, va bene tutto: basta che iniziate il vostro pellegrinaggio.

Buon anno!

Credere.

“Credo nella manicure, nell’agghindarsi, nell’usare rossetti, nel rosa.

Credo che l’amore sia il miglior metodo per bruciare le calorie.

Credo nel bacio alla francese. Credo che le ragazze felici siano le più carine.

Credo che domani sia un altro giorno e credo ai miracoli”

Audrey Hepburn.

audrey hepburn

Violette.

violetteOggi, dopo una settimana di pioggia e di influenza, c’era il sole. Ho raccolto delle violette dal giardino.
Le violette son belle raccolte in febbraio, quando hanno gli steli lunghi lunghi, che le fanno sbucare fra le foglie rotonde.
Devi infilare le mani fra le foglie, giù, seguendo lo stelo con le dita fino ad arrivare alla fine. E solo a quel punto puoi staccarle.
Ci vuole delicatezza e fiducia, non devi spezzarle, e devi sperare che non sbuchi un insettaccio fra il fogliame.
Poi, le raccogli in un mazzolino, stacchi qualche bella foglia e la metti intorno, come fa il fiorista con la carta dei boquet, solo che le violette sono furbe e la confezione ce l’hanno autoprodotta.

Son qui in un vasetto, e il loro profumo è talmente forte che riesco a sentirlo anche col raffreddore.
Sanno di inizio di primavera, di veglioni carnevale, di aiuola di nonna, di vasetto comprato, con gli spiccioli risparmiati, trent’anni fa, così la mamma avrebbe potuto raccogliere dei bei mazzolini di violette e metterceli dentro. Un vasetto d’ottone da pochi soldi, con una violetta dipinta sopra, comprato da una bimbetta in un’epoca che non esiste più, romantica e antiquata come il profumo delle violette.
Però sono ancora lì. Loro resistono, malgrado tutto.

Dio | Mulholland Dave

E’ un genio. Epic win, per citare quelli che parlano bene.

Dio | Mulholland Dave.

La psicanalisi al retinolo.

profumeriaNo, non è l’ultima trovata della moderna psicanalisi da ombrellone. E’ la prova lampante che certi disagi profondi, certe botte di nervoso lavorativo, certe ugge malmostose che causano ripetuti attacchi di gas intestinale, possono essere risolte dalla giovane donna quasi quarantenne in un solo modo: rivolgendosi alle temibili (per il portafogli) ma quanto mai adorabili commesse delle profumerie.

Non c’è niente da fare. Appena ti vedono, sanno che il tuo rossore e quei brufolini sparsi qua e là sulle gote (per altro rosee e perfettamente idratate) sono sintomo di stress e affaticamento, di lavoro incasinato (amori malmessi no: quelli causano occhiaie e borse e il mio contorno occhi è magnifique), e sanno subito come consolarti. Trovi solidarietà e comprensione, nella commessa della profumeria. “Guarda” – ti dice, dandoti amichevolmente del tu anche se è la prima volta che ti vede – “anche io spesso ho quei brufolini, è lo stress, è la vita di oggi e le robacce che ci sono nell’aria!”

E tu dentro ti senti già sollevata, perchè è vero! la tua vita è inquinata, neanche tanto dalle fabbriche quanto dalle persone!

Ed è a questo punto che la commessa della profumeria sfodera l’asso piglia tutto: “Cosa ti serve?” Si, quelle semplici parole, quasi un gergo da spacciatore. cosa. ti. serve. Niente cazzi, io so qual è il tuo problema ed ho interi ripiani di prodotti pronti a risolverli (a costi da spacciatori, of course).

Da lì in avanti è tutta discesa. Sai benissimo cosa ti serve e se non lo sai, la commessa lo sa al posto tuo e te ne sfodera almeno quattro versioni diverse: da giorno, da notte, fluido e siero.

Che si può volere di più? …beh, i campioncini!!

Ah, la Spagna!

Ah! la Spagna!

Che economicamente sarà pure messa peggio di noi (ma ne dubito). Che sarà pure piena zeppa di Italiani (che sia colpa nostra anche lì?). Ma ha sempre un fascino enorme. La Spagna, e gli Spagnoli.

Un uomo di mezza età che con garbatissimo accento spagnolo vi chiede in prestito una penna “approfittando della vostra gentilezza”, con tutte quelle “esse” pronunciate con quel tono tipico, con la cortesia di un proprietario terriero da film degli anni ’50, è irresistibile, e anche se pensate che la penna non la rivedrete più, gliela prestate comunque.

Se poi ve la riporta, diventa il top della giornata!

Olè!

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