Pellegrinaggi.

l’Abbazia di Novacella – ph. Sentres.com

Cortile dell’abbazia di Novacella,in provincia di Bolzano (se non ci siete mai andati, visitatela perchè merita, e trovate il tempo per sorseggiare un bicchiere del loro ottimo Sylvaner nella cantina). Nel cortile, luogo di pace e riflessione, attendo il mio compagno che è andato alla toilette. Vicino a me c’è un’altra ragazza che attende il suo fidanzato. Si avvicina, passeggiando serenamente, una famigliola: papà, mamma, e il figlio di circa nove o dieci anni. Il bimbo giocherella con i fili d’erba delle aiuole, mentre passeggia, e a un certo punto dice, come stesse parlando più fra sè e sè, che con i genitori: “In effetti dal cibo si capisce molto della storia e della cultura di un popolo.”

I genitori si compiacciono dell’arguta osservazione del bimbo, e anche io mi stupisco di tanta intelligenza e proprietà di linguaggio di un bimbo così piccolo. Il ragazzino prosegue nella sua riflessione a voce alta: “Prendiamo ad esempio lo speck!”

Il padre si ferma, lo guarda sconsolato e gli dice: “Tu sei venuto qua in venerazione dello speck!”

Il bimbo imperturbabile prosegue la sua passeggiata e gli risponde: “Io sono il pellegrino dello speck!”

Io, l’altra ragazza e la mamma del bimbo ci buttiamo per terra a ridere.

Ecco, questo è il mio augurio per il nuovo anno: siate i pellegrini di ciò che amate: andate e cercate, speck, prosciutto crudo o verità della vita, va bene tutto: basta che iniziate il vostro pellegrinaggio.

Buon anno!

Dio | Mulholland Dave

E’ un genio. Epic win, per citare quelli che parlano bene.

Dio | Mulholland Dave.

La psicanalisi al retinolo.

profumeriaNo, non è l’ultima trovata della moderna psicanalisi da ombrellone. E’ la prova lampante che certi disagi profondi, certe botte di nervoso lavorativo, certe ugge malmostose che causano ripetuti attacchi di gas intestinale, possono essere risolte dalla giovane donna quasi quarantenne in un solo modo: rivolgendosi alle temibili (per il portafogli) ma quanto mai adorabili commesse delle profumerie.

Non c’è niente da fare. Appena ti vedono, sanno che il tuo rossore e quei brufolini sparsi qua e là sulle gote (per altro rosee e perfettamente idratate) sono sintomo di stress e affaticamento, di lavoro incasinato (amori malmessi no: quelli causano occhiaie e borse e il mio contorno occhi è magnifique), e sanno subito come consolarti. Trovi solidarietà e comprensione, nella commessa della profumeria. “Guarda” – ti dice, dandoti amichevolmente del tu anche se è la prima volta che ti vede – “anche io spesso ho quei brufolini, è lo stress, è la vita di oggi e le robacce che ci sono nell’aria!”

E tu dentro ti senti già sollevata, perchè è vero! la tua vita è inquinata, neanche tanto dalle fabbriche quanto dalle persone!

Ed è a questo punto che la commessa della profumeria sfodera l’asso piglia tutto: “Cosa ti serve?” Si, quelle semplici parole, quasi un gergo da spacciatore. cosa. ti. serve. Niente cazzi, io so qual è il tuo problema ed ho interi ripiani di prodotti pronti a risolverli (a costi da spacciatori, of course).

Da lì in avanti è tutta discesa. Sai benissimo cosa ti serve e se non lo sai, la commessa lo sa al posto tuo e te ne sfodera almeno quattro versioni diverse: da giorno, da notte, fluido e siero.

Che si può volere di più? …beh, i campioncini!!

Ah, la Spagna!

Ah! la Spagna!

Che economicamente sarà pure messa peggio di noi (ma ne dubito). Che sarà pure piena zeppa di Italiani (che sia colpa nostra anche lì?). Ma ha sempre un fascino enorme. La Spagna, e gli Spagnoli.

Un uomo di mezza età che con garbatissimo accento spagnolo vi chiede in prestito una penna “approfittando della vostra gentilezza”, con tutte quelle “esse” pronunciate con quel tono tipico, con la cortesia di un proprietario terriero da film degli anni ’50, è irresistibile, e anche se pensate che la penna non la rivedrete più, gliela prestate comunque.

Se poi ve la riporta, diventa il top della giornata!

Olè!

Maschereide.

mascheraCi sono delle persone che proprio non riesco a comprendere. Sono costantemente in maschera: indossano un’immagine di sé, accuratamente costruita nel laboratorio della loro testa, e la spargono nel mondo con grande alacrità.

Che palle.

Vedo, a volte, su certi blog, in certi uffici, delle tipe (perché disgraziatamente sono spesso le donne a comportarsi così) che si creano la loro bella immaginetta di donne super efficienti, tailleurizzate, taccatissime, inappuntabili e da lì non si spostano, neanche quando avrebbero tutti i motivi per uscire dai gangheri e smoccolare come uno scaricatore di porto. Macchè.

Oppure, quelle blogghiste che sono costantemente impegnate a far sfoggio della loro cultura e intelligenza, sognanti, piene d’aforismi filosofici e foto vagamente osè, che non si pensi mai che sono dei genietti non-scopanti! Fatine sbrilluccicanti e tetta parzialmente scoperta, recensione dell’ultimo film iranoturkmeno sottotitolato in aramaico antico (che loro leggono fluentemente) e poesiola smielata sul loro amore così eternograndestupefacente… mentre strizzano l’occhio al blogger della porta accanto.

Che.

Palle.

Smontatevi un po’, fije mie, scardinatevi, impazzite, fate in modo che non ci si capisca nulla.

La slogatura della mandibola da sbadiglio è molto dolorosa, sapete?

Terrore, salvezza.

ecoLa sala daspetta è sobria, moderna. Un divanetto blu e alcune poltroncine nere. Al centro, un tavolino da fumo di ebano e marmo bianco. Sul tavolo da fumo cè un grosso posacenere di cristallo. Sul muro, il cartello "Vietato fumare."
Una ragazza ciarla al cellulare che continua a squillare ininterrottamente. Un uomo commenta fra sè le notizie che la radio diffonde nella saletta. Vorrebbe attaccare discorso con questi argomenti, probabilmente.
Io sto seduta, con una mano reggo la cartella con i vecchi referti e con laltra una bottiglietta dacqua da cui bevo sorsi regolari. Neanche per riempire la vescica per lecografia che mi accingo a fare, quanto per la gola secca.
Ho paura.
Terrore, denso e colloso, che scende dalla gola fino alle ginocchia. Il cuore va a mille mentre cerco di ripetermi che devo stare calma, che tutto andrà bene e se non andrà bene troverò una soluzione, perchè io la trovo sempre una soluzione. Perchè io sono forte. Perchè io posso scalare ogni montagna. Perchè io mi sto cagando sotto e al dopo non ci voglio neanche pensare.
Se il medico non mi chiama credo che mi verrà un infarto e allora non dovrò più preoccuparmi di nulla.
Mi chiama.
Entro.
Dopo un breve colloquio, mi fa stendere sul lettino e inizia lesame.
Va tutto bene.
Non cè niente.
Tutto nella norma, signora, può rivestirsi.
Respiro.
Respiro.
Respiro.
Mi sento bene in un modo che non si può immaginare se non lo si prova.

Questa mezzora di panico si ripete nella mia vita da anni, ormai, con regolare cadenza annuale. E la mia ecografia di controllo per il seno.
Mia madre è morta per un cancro al seno sei anni fa, e mi ha fatto giurare che mi sarei controllata ogni anno, sempre.
Io ho visto giorno dopo giorno comè morta mia madre, un po alla volta. Quando fu diagnosticato, il suo tumore, non credo che esistessero nemmeno, le ecografie.
Adesso esistono, e sono strumenti diagnostici meravigliosi: indolori, innocui, semplici e chiarissimi.
La mia mezzora di terrore mi consente di dormire serena e di sapere che se mai quella bestiolina infida che è il tumore al seno, dovesse mai apparire dalle mie parti, io lo scoprirò presto e lo sconfiggerò e non morirò in mezzo a sofferenze atroci, come mia madre, e come decine di donne che non fanno mai controlli perchè "a me non accadrà mai", perchè "ah no io non ci vado, ho troppa paura" e così via.
Mezzora di terrore in una sala daspetto sono niente a confronto dellorrore in cui potreste cadere poi…
Quindi, amiche mie, alzate le chiappe e prenotate il vostro controllo annuale: sono 36,15 euro di ticket, meno del reggiseno strafigo che rischiate di non poter più indossare.
E dopo, autopalpazione mensile: imparate a conoscere il vostro seno, e ne noterete ogni minima modifica. E ancora: mammografia dopo i 40 – 45 anni, e dopo i 45 è totalmente gratis ogni due anni, chiedetelo alla vostra ASL.
Fatelo, ve ne prego.
E se a leggere questo sono gli uomini, imponetelo alle donne della vostra vita, se volete averle al vostro fianco per lunghi anni felici.

Un llink utile: AIRC – Cosè il tumore al seno <!– –>

Ma che spettacolo!

Ma dite la verità: questi ragazzi che riescono a fare 50 km marciando in un modo assolutamente astruso a vedersi, e faticosissimo, e che poi si sciolgono in lacrime come vitellini, non vi fanno impazzire?
Oh, non so voi, ma io mi son commossa!

schwazer

<!– –>

Voci precedenti più vecchie

strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

sbcphoto.org

Blog di Lucegrafia e dintorni

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

haven for us

"You're an island of tranquillity in a sea of chaos."

michil costa

les Dolomites, nosta Tera nosta Vita.

zen habits

ho sognato un gatto parlante

Becoming Minimalist

Own less. Live more. Finding minimalism in a world of consumerism.

pensieri e parole

ho sognato un gatto parlante

Soffice Lavanda

ho sognato un gatto parlante

ClioMakeUp Blog / Tutto su Trucco, Bellezza e Makeup ;)

Ciao ragazze! Se vi piacciono i miei tutorial e le mie review/recensioni qui troverete tutto quello che volete sapere sul trucco ma non avete mai osato chiedere :)

Big Picture

ho sognato un gatto parlante

PSD : Photoshop Disasters 

ho sognato un gatto parlante

Mulholland Dave

ho sognato un gatto parlante

La Finestra Sul Cortile

ho sognato un gatto parlante

Il Disinformatico

ho sognato un gatto parlante

GUY FLETCHER

ho sognato un gatto parlante

deepsurfing

Pensare nel groviglio

Vanity Nerd

si nerdeggia di cose estremamente futili

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: